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PERCORSI PER LE COMPETENZE TRASVERSALI E PER L’ORIENTAMENTO

(ex ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO)

Secondo le disposizioni contenute nella legge n.107 del 13 luglio 2015, la realtà dell’alternanza scuola lavoro è diventata una metodologia didattica obbligatoria negli istituti di scuola secondaria di secondo grado; inserita a pieno titolo nella progettazione dell’offerta formativa, essa è principalmente finalizzata all’acquisizione di competenze spendibili nel mondo del lavoro.

Con riferimento alle ultime disposizioni legislative contenute nella legge n. 145 del 30 dicembre 2018, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (Legge di Bilancio 2019), a partire dall’anno scolastico 2018/2019 i percorsi di alternanza scuola-lavoro sono ridenominati “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” e sono attuati per una durata complessiva non inferiore a 210 ore nel triennio del percorso di studi degli istituti professionali.

Quale principale portata innovativa, si evidenzia la forte rilevanza delle finalità orientative dei percorsi e l’obiettivo di far acquisire ai giovani in via prioritaria le competenze trasversali utili alla loro futura occupabilità, in qualsiasi campo di inserimento lavorativo, nella prospettiva dell’apprendimento permanente quale garanzia di permanenza sul mercato anche in ipotesi di riconsiderazione delle scelte effettuate.

A fronte di tali elementi di forte innovazione, rimangono immutati alcuni punti chiave finalizzati a instaurare e rafforzare il collegamento tra scuola e mondo del lavoro, in quanto:

  • la Legge di Bilancio 2019, pur ridenominando i percorsi di alternanza in “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, fa riferimento ai principi del d.lgs. 77/2005, confermando, quindi, quanto statuito dalla norma in relazione alle finalità di tali percorsi, intesi come metodologia didattica che si innesta nel curricolo scolastico e diventa componente strutturale della formazione “al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti”; le modalità realizzative e organizzative dei percorsi (es.: convenzioni, percorsi formativi personalizzati, criteri di gradualità e progressività ecc.); la funzione tutoriale; i principi in tema di valutazione e certificazione;
  • è confermata la possibilità, da parte delle istituzioni scolastiche, di adottare le modalità realizzative dei percorsi introdotte dalla legge 107/2015, da attuarsi anche durante il periodo di sospensione dell’attività didattica, in impresa formativa simulata e all’estero;
  • la nuova durata complessiva dei percorsi è da intendersi sempre come limite minimo, restando immutata la possibilità, da parte dell’istituzione scolastica, di adottare un numero di ore superiore a detti limiti in ragione della programmazione attuata nell’ambito della propria autonomia;
  • rimangono in vigore la “Carta dei diritti e dei doveri degli studenti” e il Registro Nazionale previsti dalla legge 107/2015, compresi i meccanismi di individuazione delle strutture ospitanti da parte dei dirigenti scolastici;
    rimane ferma l’inclusione, tra le modalità realizzative dei percorsi, delle esperienze di apprendistato di 1° livello, finalizzato all’acquisizione di un diploma di istruzione secondaria superiore, in base alla disciplina introdotta dal decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, attuativo della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

In un mondo in rapida evoluzione, l’istruzione e la formazione sono chiamate a svolgere un ruolo chiave per l’acquisizione di capacità e competenze utili a cogliere le opportunità che si presentano in previsione dei cambiamenti della società e del mondo del lavoro di domani. L’istruzione e la formazione sono, infatti, al centro delle politiche attive e dei programmi d’azione dell’area europea, tanto che nel giugno 2016, la Commissione e il Consiglio d’Europa hanno proposto la revisione delle precedenti raccomandazioni, già connesse tra loro in modo interdipendente in un quadro di strumenti e dispositivi atti a facilitare la trasparenza e la mobilità nazionale e transnazionale.

La Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018 (2018/C189/01) aggiorna, infatti, la versione del 2006 (2006/962/EC) relativa alle “Competenze chiave per l’apprendimento permanente” e, precisando la definizione di competenza chiave, la inquadra in una visione riassuntiva di elementi di competenza, in una combinazione dinamica di conoscenze, abilità e atteggiamenti, in cui l’atteggiamento è definito come “disposizione/mentalità”, mind-set per agire o reagire a idee, persone, situazioni.

Le scelte del Convitto

Il Convitto Nazionale Rinaldo Corso raccoglie le raccomandazioni del Consiglio Europeo che sancisce come suo primo principio che

“ogni persona ha diritto a un’istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente di qualità e inclusivi, al fine di mantenere e acquisire competenze che consentono di partecipare pienamente alla società…”1

Promuovere lo sviluppo delle competenze2 diventa così uno degli obiettivi fondamentali di ogni percorso educativo.  Istruzione, cultura e formazione permanente permettono infatti di acquisire strumenti indispensabili per la piena realizzazione personale che si fonda su cittadinanza attiva, giustizia sociale e occupabilità.

In linea con queste premesse, e con quanto previsto dalle norme generali, il Convitto Nazionale Rinaldo Corso organizza percorsi che, come parte integrante di ogni progetto didattico, si propongono di:

  • avviare modalità di apprendimento flessibili che colleghino la formazione in aula con l’esperienza pratica;
  • favorire l’orientamento dei giovani per valorizzarne gli interessi e gli stili di apprendimento individuali;
  • sviluppare la capacità di scegliere autonomamente e consapevolmente, rafforzando l’autostima;
  • offrire all’allievo un’opportunità di crescita personale anche attraverso un’esperienza di tipo extrascolastico, favorendo la
  • socializzazione in un ambiente nuovo e la comunicazione con persone che rivestono ruoli diversi;
  • promuovere il senso di responsabilità/rafforzare il rispetto delle regole.

I percorsi sono progettati, attuati, verificati e valutati sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica sulla base di apposite convenzioni stipulate con gli enti e le società appartenenti al settore pubblico, privato e del terzo settore, disponibili a collaborare con la scuola o ad accogliere gli allievi per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro, ma che rientrano nel curriculum dello studente.

  1. Vedi “Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente”
  2. Definizione fornita dal Quadro Europeo delle Qualifiche – Competenze: indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale; le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia.

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