La Nota MI n.388 ci fornisce l’occasione di chiarire importanti questioni oggetto di confronto e motivo di tante perplessità, dubbi e incertezze del tutto comprensibili,  in queste settimane che ci ha visti impegnati in una nuova modalità di “fare scuola” ma “non a scuola” a causa di un’emergenza sanitaria senza precedenti. Si riportano alcune importanti premesse.

Il DPCM del 4 marzo 2020 (all’art. 1 comma 1 punto g) ha  ricondotto al Dirigente scolastico, nell’ambito del più ampio esercizio delle sue prerogative, il compito di “attivare per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”.

“…Non si tratta, ….di un adempimento formale, perché nulla di meramente formale può essere richiesto in un frangente come questo. Occorre ritornare, al di fuori della logica dell’adempimento e della quantificazione, alle coordinate essenziali dell’azione del sistema scolastico.

La didattica a distanza, in queste difficili settimane, ha avuto ed ha due significati. Da un lato, sollecita l’intera comunità educante, nel novero delle responsabilità professionali e, prima ancora, etiche di ciascuno, a continuare a perseguire il compito sociale e formativo del “fare scuola”, ma “non a scuola” e del fare, per l’appunto, “comunità”. Mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza, combatte il rischio di isolamento e di demotivazione. Le interazioni tra docenti e studenti possono essere il collante che mantiene, e rafforza, la trama di rapporti, la condivisione della sfida che si ha di fronte e la propensione ad affrontare una situazione imprevista.

Dall’altro lato, è essenziale non interrompere il percorso di apprendimento. La declinazione in modalità telematica degli aspetti che caratterizzano il profilo professionale docente, fa sì che si possa continuare a dare corpo e vita al principio costituzionale del diritto all’istruzione. Ma è anche essenziale fare in modo che ogni studente sia coinvolto in attività significative dal punto di vista dell’apprendimento, cogliendo l’occasione del tempo a disposizione e delle diverse opportunità (lettura di libri, visione di film, ascolto di musica, visione di documentari scientifici…) soprattutto se guidati dagli insegnanti. La didattica a distanza può essere anche l’occasione per interventi sulle criticità più diffuse (​Nota MIUR n. 388 del 17 Marzo 2020, vedasi allegato).

 

Nella nostra scuola, superato lo step del  “come” realizzare la didattica on line, assodato che essa “non si può limitare alla mera proposizione/invio di contenuti e dispense (la modalità meramente trasmissiva va progressivamente superata a vantaggio di quella interattiva), è opportuno chiarire alcuni aspetti e  criticità emersi, in termini di “…di sostenibilità operativa, giuridica e amministrativa..”  di questa nuova pratica didattica.

L’obiettivo è quello di dare validità sostanziale, non meramente formale, ai percorsi intrapresi e all’anno scolastico.

 

 

Didattica a distanza

 

Va superata l’idea della scuola come “luogo fisico” ed aprirsi ad una concezione di ambienti e situazioni di apprendimento che possono esperirsi anche in contesti “diversi “,virtuali”, dove è possibile, comun que, pervenire alla costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso l’interazione, anche a distanza, tra docenti e alunni.

“…La trasmissione ragionata di materiali didattici, attraverso il caricamento degli stessi su piattaforme digitali e l’impiego dei registri di classe in tutte le loro funzioni di comunicazione e di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente, l’interazione su sistemi e app interattive educative propriamente digitali: tutto ciò è didattica a distanza.

Il solo invio di materiali o la mera assegnazione di compiti, che non siano preceduti da una spiegazione relativa ai contenuti in argomento o che non prevedano un intervento successivo di chiarimento o restituzione da parte del docente, dovranno essere abbandonati, perché privi di elementi che possano sollecitare l’apprendimento.”

 

Privacy

 

Occorre subito precisare che le Istituzioni scolastiche non devono richiedere il consenso per effettuare il trattamento dei dati personali (già rilasciato al momento dell’iscrizione) connessi allo svolgimento del loro  compito istituzionale, quale la didattica, sia pure in modalità “virtuale” e non nell’ambiente fisico della classe.

Le istituzioni scolastiche sono invece tenute, qualora non lo abbiano già fatto, ad informare gli interessati del trattamento secondo quanto previsto dagli artt. 13 e 14 del Regolamento UE 2016/679.

 

Progettazione delle attività

 

Sarà opportuno riesaminare le progettazioni definite nel corso delle sedute dei consigli di classe e dei dipartimenti di inizio d’anno, al fine di rimodulare gli obiettivi formativi sulla base delle nuove attuali esigenze. Si tratta di formulare proposte operative “sostenibili” , non eccessive considerata la particolare modalità di interazione con gli studenti.

 

Ad ogni docente si richiede di:

 

  • riprogettare (producendo allegato al Piano di lavoro annuale), in coerenza con le nuove modalità a distanza, le attività didattiche;
  • evidenziare nelle nuove progettazioni i materiali di studio e la tipologia di gestione delle interazioni con gli alunni, modalità di verifica e valutazione degli apprendimenti, tenuto conto anche delle specifiche esigenze degli alunni con Bes (alunni con disabilità, con DSA, con altri Bes certificati ovvero formalmente individuati dai Consigli di classe);
  • depositare tale nuova progettazione relativa al periodo di sospensione, agli atti dell’istituzione scolastica, tramite invio telematico al Dirigente scolastico, al quale spetta il ruolo di monitoraggio e di verifica.

 

 

Ai Capi-Dipartimento si richiede di

 

  • curare e promuovere la ri-progettazione dei percorsi afferenti le discipline ovvero l’ambito disciplinare, orientando i docenti ad una rimodulazione dei contenuti disciplinari intorno a nuclei “essenziali” proponibili nella nuova modalità, compatibilmente con i “tempi” e i canali d’interazione che si stanno rivelando più efficaci.

 

Ai Coordinatori di classe si richiede di

 

  • promuovere la costante interazione tra i docenti, essenziale per assicurare organicità al lavoro che ciascun docente svolge nei contesti di didattica a distanza e per far sì che i colleghi meno esperti possano sentirsi ed essere supportati e stimolati a procedere in autonomia;
  • di curare i contatti con le famiglie avvalendosi, ove necessario, del supporto dei Tutor per le classi del biennio del Polo professionale;
  • di monitorare l’andamento degli interventi didattici, al fine di segnalare eventuali criticità e individuare correttivi e nuove strategie operative;
  • – condividere buone prassi.

 

 

All’ Animatore Digitale e Team digitale si richiede di

 

  • proseguire nell’azione di supporto alle modalità innovative che si stanno realizzare nell’ambito della didattica a distanza.

 

“….Lo stesso strumento telematico che in queste prime settimane di emergenza è stato utilizzato per tenere il filo, il contatto, l’interazione a distanza con gli studenti può rappresentare un indispensabile strumento per favorire il contatto, la relazione e la co–progettazione in itinere tra i docenti di uno stesso team o consiglio di classe.”

 

Il Consiglio di classe resta competente nel ratificare le attività svolte e compiere un bilancio di verifica .

 

 

 

 

Indicazioni per ordini di scuola

 

Per la scuola primaria (ma vale anche per i successivi gradi di istruzione), a seconda dell‘età, occorre confermare quanto già si sta attuando nella ricerca del “.. un giusto equilibrio tra attività didattiche a distanza e momenti di pausa, in modo da evitare i rischi derivanti da un’eccessiva permanenza davanti agli schermi. La proposta delle attività deve consentire agli alunni di operare in autonomia, basandosi innanzitutto sulle proprie competenze e riducendo al massimo oneri o incombenze a carico delle famiglie (impegnate spesso, a loro volta, nel “lavoro agile”) nello svolgimento dei compiti assegnati.”

 

Per la scuola secondaria di primo e di secondo grado il raccordo tra le proposte didattiche dei diversi docenti del Consiglio di Classe è necessario per evitare un peso eccessivo dell’impegno on line, magari alternando la partecipazione in tempo reale in aule virtuali con la fruizione autonoma in differita di contenuti per l’approfondimento e lo svolgimento di attività di studio.

 

In particolare, per le classi del Polo professionale, data la specificità della didattica declinata tipicamente nella

duplice dimensione della teoria e della pratica laboratoriale, ove non sia possibile l’uso di laboratori digitali per le simulazioni operative o altre formule, che pure diverse istituzioni scolastiche stanno promuovendo, il docente vorrà progettare unità di apprendimento che veicolino contenuti teorici propedeutici, ossia da correlare in un secondo momento, alle attività tecnico pratiche e laboratoriali di indirizzo.

 

Alunni con disabilità

Punto di riferimento rimane il Piano educativo individualizzato; la sospensione dell’attività didattica non deve interrompere, per quanto possibile, il processo di inclusione che va garantito cercando di mantenere , laddove possibile, il contatto con la classe di appartenenza.

 

Ai docenti di sostegno

 

Si richiede di proseguire nell’azione di cura dell’aspetto della “relazione” a distanza con l’alunno e la famiglia e tra l’alunno e gli altri docenti curricolari, mettendo a punto il materiale personalizzato da far fruire con modalità specifiche di didattica a distanza concordate con la famiglia medesima, nonché di monitorare, attraverso feedback periodici, lo stato di realizzazione del PEI.

Resta inteso che il docente di sostegno, in quanto docente della classe, rappresenta, ancor di più, in questo momento, una risorsa “preziosa” utile, in quanto esperto di didattica speciale, e supporto fondamentale per “tutti” gli alunni della classe, nella quale è inserito l’alunno con disabilità. Il processo inclusivo potrà validamente ed efficacemente compiersi, anche in questa fase di “didattica a distanza”, promuovendo l’interazione costante tra docente di sostegno e docente curricolare stante il principio per cui “… ciascun alunno con disabilità, nel sistema educativo di istruzione e formazione italiano, è oggetto di cura educativa da parte di tutti i docenti e di tutta la comunità scolastica. [Sarà] …dunque richiesta una particolare attenzione per garantire a ciascuno pari opportunità di accesso a ogni attività didattica…”

Il Dirigente scolastico, d’intesa con le famiglie e per il tramite degli insegnanti di sostegno, coordinati dalle FF.SS. all’inclusione scolastica, verificherà che ciascun alunno o studente sia in possesso delle strumentalità necessarie.

Si ricorda che i Centri Territoriali di Supporto (CTS), in collaborazione con la Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico, gestiscono l’assegnazione di ausili e sussidi didattici destinati ad alunni e studenti con disabilità, ai sensi dell’art. 7, co.3 del D.Lgs. 63/2017.

 

Alunni con DSA e con Bisogni Educativi Speciali non certificati

 

Particolare attenzione va prestata alla presenza in classe di alunni in possesso di diagnosi di DSA rilasciata ai sensi della Legge 170/2010, garantendo una ri-progettazione e realizzazione delle attività a distanza, coerenti con i rispettivi piani didattici personalizzati (PDP). Si tenga conto che, per questi studenti, nonché per gli altri alunni con Bes certificati (non DSA)  l’utilizzo della strumentazione tecnologica può rappresentare già, in molti casi,  una modalità “ordinaria” di studio e apprendimento, utile, in questa fase, per  facilitare la veicolazione “facilitata” dei contenuti proposti.

Si raccomanda, anche nella didattica a distanza, l’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi come da PDP, i quali possono consistere, a puro titolo esemplificativo e non esaustivo, nell’utilizzo di software specifici, audiolezioni  (i compiti di lettura vanno trasformati in compiti di ascolto), libri o vocabolari digitali, mappe concettuali, sintesi guidate, verifiche programmate ecc.

Per gli alunni con BES non certificati, formalmente individuati dai Consigli di classe e che si trovino in difficoltà linguistica e/o socio economica, si raccomanda la stessa cura e attenzione riservata agli alunni di cui sopra; in questi casi laddove si rilevi una necessità da parte dello studente di strumentazione tecnologica, il Dirigente scolastico, per il tramite delle FF.SS., potrà attivare le procedure per assegnare, in comodato d’uso, eventuali devices presenti nella dotazione scolastica oppure, in alternativa, richiede appositi sussidi didattici attraverso il canale di comunicazione attivato nel portale ministeriale “Nuovo Coronavirus” alla URL https://www.istruzione.it/coronavirus/index.html all’indirizzo supportoscuole@istruzione.it.

 

Verifiche e valutazione attività di didattica a distanza

 

Già con la  nota 279 dell’8 marzo il Ministero dell’Istruzione, nella parte dedicata a “Attività didattica a distanza”, ha così precisato “...a seconda delle piattaforme utilizzate, vi è una varietà di strumenti a disposizione. Si ricorda, peraltro che la normativa vigente (Dpr 122/2009, D.lgs 62/2017), al di là dei momenti formalizzati relativi agli scrutini e agli esami di Stato, lascia la dimensione docimologica ai docenti, senza istruire particolari protocolli che sono più fonte di tradizione che normativa. ..”

La valutazione e’ infatti “…espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonche’ dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche…” (art1 DPR n.122/2009).

La fase della valutazione è insita nel processo di insegnamento/apprendimento:

Durante l’attività a distanza, ogni insegnante dovrà comunque garantire ad ogni alunno il diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva; gli esiti delle  verifiche  effettuate nella modalità che si ritiene più idonea a garantire l’attendibilità delle prove ( verifiche orali, verifiche scritte su contenuti svolti ovvero su “prodotti” realizzati dagli stessi alunni), vanno pertanto comunicate  ad alunni e  famiglie.

Giova precisare che “… se l’alunno non è subito informato che ha sbagliato, cosa ha sbagliato e perché ha sbagliato, la valutazione si trasforma in un rito sanzionatorio, che nulla ha a che fare con la didattica, qualsiasi sia la forma nella quale è esercitata. Ma la valutazione ha sempre anche un ruolo di valorizzazione, di indicazione di come procedere con approfondimenti, con recuperi, consolidamenti, ricerche, in una ottica di “personalizzazione” che responsabilizza gli allievi, a maggior ragione in una situazione come questa.”

E’ necessario quindi sottolineare che, anche in questa fase di gestione straordinaria dei percorsi di apprendimento, la valutazione non può essere disattesa e deve comunque aver luogo; essa  dovrà intendersi ancor più, come raccolta di “elementi” di valutazione, necessari anche per conferire evidenza “formale” a ciò che si è fatto .

Si ricorda che l’atto valutativo  ha per oggetto un processo formativo e non può tradursi nella semplice   misurazione di una singola performance; la valutazione deve avere sempre una finalita’ formativa ed educativa e concorrere al miglioramento degli apprendimenti (art.1 D.Lgs.n. 62/2017).

“…[Occorre] recuperare il ruolo della valutazione formativa e praticarla con frequenza e regolarità, tenendone nota, ci sarà particolarmente utile quando dovremo affrontare il nodo della valutazione sommativa.

Se nella didattica in presenza è spesso trascurata quando non assente, nella didattica a distanza il suo ruolo, accompagnato da una robusta azione di feed-back, assume un’importanza cruciale, in quanto serve a sopperire alla mancanza delle interazioni immediate che sono caratteristiche della compresenza di docenti e discenti nello stesso spazio fisico.

In aula con un solo sguardo il docente riesce a cogliere una molteplicità di segnali dalla comunicazione non verbale, mentre è assai più difficile captare la reazione dello studente durante una spiegazione o un’esercitazione in videoconferenza o durante lo svolgimento di una consegna, specie se non vi è un riscontro successivo che permetta di avere il polso della situazione.

Durante l’attività sincrona on line, in special modo se agli studenti è richiesto di spegnere la webcam per agevolare la connessione, il rischio di distrazioni è particolarmente elevato e va dalla possibilità di allontanarsi dalla stanza a quello di navigare sul web o videogiocare o chattare o impegnarsi in altre attività. La valutazione formativa non pone particolari problemi, si può agilmente condurre attraverso il controllo e la restituzione di compiti e consegne assegnati per il lavoro domestico nelle aule virtuali, attraverso la frequente richiesta di feed-back durante le attività sincrone di videolezione e anche con l’apertura di forum o chat nel momento immediatamente successivo alla lezione o in tempo reale.

Se le regole di organizzazione dell’attività sono chiare in partenza, lo studente saprà di poter essere interpellato dal docente e saprà anche che la qualità dei suoi interventi in chat o in forum sarà considerata un indicatore del suo grado di attenzione.Distinguere con chiarezza il momento formativo dal momento sommativo ci permetterà di scaricare gli studenti dall’ansia della prestazione e dalla tentazione di copiare o di ricorrere ad aiuti vari e ci consentirà di avere un quadro di volta in volta realistico della loro progressione, utile ad integrare il giudizio che scaturirà in futuro dalla valutazione sommativa…”.[Avanguardie educative-INDIRE]

Premesso quanto sopra, si invitano i docenti ad incentivare e valorizzare il momento valutativo nelle attività svolte “a distanza” a favore degli alunni.

Si vuole così evidenziare “… il dovere alla valutazione da parte del docente, come competenza propria del profilo professionale, e il diritto alla valutazione dello studente, come elemento indispensabile di verifica dell’attività svolta, di restituzione, di chiarimento, di individuazione delle eventuali lacune, all’interno dei criteri stabiliti da ogni autonomia scolastica, ma assicurando la necessaria flessibilità. Le forme, le metodologie e gli strumenti per procedere alla valutazione in itinere degli apprendimenti, propedeutica alla valutazione finale, rientrano nella competenza di ciascun insegnante e hanno a  riferimento i criteri approvati dal Collegio dei Docenti. La riflessione sul processo formativo compiuto nel corso dell’attuale periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza sarà come di consueto condivisa dall’intero Consiglio di Classe.”

Tali indicazioni vogliono contribuire alla prosecuzione serena della Vostra funzione professionale; vi invito a continuare con la dedizione e la passione che state dimostrando; ad essere vicini ai nostri ragazzi e ragazze e alle loro famiglie che non possono essere abbandonate. Proseguiamo con tenacia e ottimismo vivendo le difficoltà come opportunità e trasferiamo questi sentimenti ai nostri discenti.

Dimostriamo spirito collaborativo e propositivo; ciascuno metta la propria “expertise” al servizio della comunità scolastica, a vantaggio dei “meno esperti”. A chi ancora non riesce ad essere efficace nella propria azione didattica “a distanza”, anche per difficoltà oggettive,  confermo la piena disponibilità della Dirigenza, del suo Staff , dell’Animatore digitale e del team digitale, a sostenervi e guidarvi per il successo formativo dei nostri studenti.

Supereremo questo momento difficile che ci costerà fatica e impegno, ma che ci restituirà sicuramente un legame consolidato con i nostri ragazzi e ragazze e una comunità scolastica arricchita e più coesa.

Andrà tutto bene!

 

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